I ALLAN CAMEROW 1
LIBRETTO
DI FRANCESCO MARIA PIAVE
MUSICA
DEL CAV. GIOVANNI -FACEVI
ESPRESSA M E K T E SCRITTA
PEL GRAN TEATRO LA FENICE
IL CARNOVALE 4850-51,
VENEZIA. TIPOGRAFIA RIZZI.
PERSONAGGI
AUTISTI
CARLO II. re di Scozia . Mirate Raffaele
ALLAN CAMERON, capo
dei clan de5 Cameron . Varesi Felice
ED1TTA di lai figlia . . Brambilla Teresina
EVANO di lei fratello . . Zuliani Angelo
MALVINA, confidente di
Editta Morselli Luigia
GIONATA, generale del
Parlamento . . . . Bellini Andrea
RQB, pescatore. . . . N. N.
Coro Uomini:
Montanari, Capi de' clan, Pescatori scozzesi,
Officiali puritani.
Coro Donne :
Donzelle scozzesi, mogli dei capi, pescatrici
Comparse .
Montanari, Servi di Aliano, Soldati puritani, Pescatori.
Scena: La Scozia — Epoca: I/autunno del 1651.
77 presente libretto^ è di esclusiva proprietà del
sig.Gio. Battista Lasina impresario del gran Teatro
la Fenice j in Venezia.
ATTO PRIMO
Fallata mila contea di Sterlinga, attorniata da erti
monti. Avvi un torrente^ oltre il quale torreggia il ca*
slel di LochiellOo
SCENA PRIMA.
Si odono dalle opposte vette de' monti suoni di corna-
musa 3 che si rispondono. Poco a poco compariscono
sulle alture Montanari armati.
. Coro.
\. jfaLlPerta. (da una vetta)
2. Air erta., Cameron. (da altra vetta)
1. 0 dì Fingallo figli, (scendendo)
Air erta.
2. Appressa il turbine,.. (scendono)
\. Si sprezzino i perigli.
2. Sia il nostro core intrepido... (scendono)
4. Arda ne' petti onor.
(sono giunti sul piano della scena)
Tutti Sorga di Scozia il genio,
Armiamci di valor*
Grave cagione insolita
Qui a convenir ne invita;
Al prode Aliano impavidi
Sorte fidiamo e vita.
1. Sempre a trionfi e gloria
Egli il suo clan guidò.
Sempre cFAllan qual fulmine
La spada balenò.
Tutti Sorga di Scozia il genio
Dalle natie pendici,
Sorga gigante, e unanimi
Stringa del re gli amici;
Gessin del turpe esilio
Gassino i tristi dì.
9
4
Torni di Carlo a splendere
L'astro che impallidì.
Ecco ver noi s'avanza Aliano il forte.
SGENA II
Detti ed Allako preceduto e seguilo da Montanari
urinati e da Eyaìno.
Coro Salve.
All. Di Scozia figli, alta cagione
f Oggi v'aduna a me dintorno.
Coro Parla ?
All. Un tradimento antico.
Che ancor funesto sulla Scozia grava,
Or cancellar n' è d'uopo.
Cono Ebben?...
All. Il giovin re, Carlo, s'affida
Al vostro onor per racquistare il trono,
E vi reca il suo amore, il suo perdono.
D'un re tradito, misero,
Figlio innocente ei viene
Come colomba candida
Nunzia di pace e spene,
E del perdono l'iride
Sul regal ciglio sta.
Per lui l'afflitta Scozia
Il pianto tergerà.
Spetta ora a voi risolvere
Cono Pronti a' tuoi cenni siamo.
All. Sì?
Cono Tutto al re di Scozia
E braccio e vita offriamo.
Sapreni la macchia t'ergere,
E vincere o morir.
All. Ah sì di foco insolito
M'accende il vostro ardir!
5
Sulla spada, per 1' ombre degli avi,
Su giuriamo, fratelli, pugnar;
Di Cromvello, che resi ne ha schiavi,
Or si giuri la possa atterrar.
Ev. e Di Gomvello, che resi ne ha schiavi^
Coro Or giuriamo la possa atterrar.
All. Di Fingallo e di Morven lo scudo
Si percuota, e ne ispiri valor;
Nella guerra, de' forti nel ludo,
Ci sian guida la fede e l'onor.
Ev. e Nella guerra, de' forti nel ludo
Coro Guida avremo la fede e l'onor.
Tutti Sorga di Scozia il genio
Dalle natie pendici,
Sorga gigante, e unanimi
Stringa del re gli amici;
Cessin del turpe esilio
Cessino i tristi dì.
Torni di Carlo a splendere
L'astro che impallidì.
(Tutti partono alla volta del castello)
SCENA III.
Appartamenti di Editta nel Castel di LochiellQ. -
Malvina e Donzelle scozzesi stanno terminando una
bianca bandiera colle cifre di Carlo li.
Coro Delia Scozia il più bel fiore
Era Editta, ed appassì;
Forse il foco dell'amore
Di quel cor s'impadronì.
Di beltade Amor si piace
Finché insidia i nostri cor;
Ma regnando egli è capace
D'offuscare il suo fulgor.
()
SCENA IV.
dette ed Editta pensosa.
Mal, c Coro Torni il riso, b bella Editto,
Sul tuo labbro giovanil;
Che ti giova essere afili Ita
Dell' etade in su V aprii?
Ed. Mercè, dilette amiche...
Ma del padre la vita,
E di tant'altri cari
Ognor veggo in periglio,
E corre involontario il pianto al ciglio.
(le giovanette sieguono ad occuparsi del lavoro)
(Tremo pel re5 per Carlo... (da se)
Ah scritto è su nel ciel ch'io debba amarlo 1
L'aura, la luce, l'etere
Mi parlano d'amore,
Il caro volto scorgere
Mi sembra in ogni fiore;
Nel sol qu-and' è più fulgido,
Negli astri della sera^
E fin nella preghiera
M' appar dell'ara al piè.
Eterno come l'anima
Sarà l'amore in me.)
(resta concentrata)
Mal.cCoro Torni il riso bella Editta, (attorniandola)
Sul tuo labbro giovanili
Che ti giova essere afflitta
DelP etade in sull' aprii?
(da sè scuotendosi)
Ed. (Ch' ei sia salvo, e tutto sfido
Il rigore della sorte;
Ah ch'ei regni, e fin la morte
Più terrori non avrà.
E se il fato un dì crudele
Lo spingesse a strano lido
Di quest'anima fedele
Il sospir lo seguirà.)
Coro e Mal. Qual mai Pange duol crudele? (Ira loro)
Ah speriam... conforto avrà.
(Ad un cenno di Editto,, le Donzelle si ritirano,
ed ella le segue.)
SGENA V.
Allano, ed Editta.
All. Non involarti, Editta...
Ed. Ah padre mio. (tornando)
All. Qual cangiamento è in te? Perchè il sorriso
Dal giovauil tuo volto or è scomparso?
Triste, pensosa, le innocenti gioie
Perchè sfuggir ti veggo?
JU 1U : ... 1\U...
All. Tu menti... Avvi un mistero.
Ed. E quale esservi può?
All. Rispondi il vero.
Ed. Che mai brami?...
All. Ben lo sai.
Ed. No, lo ignoro ...
All. Non mentire.
Ed. Non mentiva Editta mai ...
All. La cagion del tuo soffrire
Svela dunque ...
Ed. Che mi chiedi?
All. Un'amico sol qui vedi.
Consolarti alfin vogP io ...
Ed. • Taci, ah taci... (coprendosi il volto)
All. In quel rossore
Leggo i sensi del tuo core.
Ed, Ah mio padre!... padre mioj...
8
All* Sì, smarrita hai tir la pace.
Non s'inganna un genitore;
De' tuoi voti il volo audace
lo conosco, e il folle amore...
Ma di speme, o sciagurata,
Qua! sorride raggio a te?
Tu di sangue umìl sei nata,
Nè ambir dèi l'amor d'un re.
Ed. Io ben so che a regio affetto
Aspirare non mi lice,
Ma pur chiudo un core in petto^
Ho pietà d'un infelice;
Amo in lui la sua sventura^
Kon il figlio de' miei re;
Tal pietade santa e pura
Arde, o padre, uguale in te*
All. 0 mia figlia, o sangue mio,
Scozia intera qui vorrei.
(abbracciandola con trasporlo)
Ed. Ch' ei trionfi, è il sol desio
De' costanti voti miei,
a 2 Ah speriam, se pari ardore
De' Scozzesi avvampa in core !
SGENA VI.
detti e seguaci di àllako.
Coro I tuoi fidi, o prode Aliano,
Son raccolti.
All. ed Ed. a 2 0 fedeltà!
All. Ite, amici, un alto arcano
Oggi a voi si svelerà.
(il Coro va per uscire)
Ed» No; sostate... (prende la bandiera)
Augusto nome
Di mia mano è qui segnato.
àll. e Coro Viva il rc!f di Carlo al fato
Quel di Scozia s' unirà.
(presenta al Coro la lìandiera)
Ed. Sorga ed ondeggi all'aere,
Segnai di ferma fede;
Vi stringa amore intrepido
Del trono all'alto erede.
E d'ogni acciaro al lampo
Fulminerà sul campo
Vessillo di vittoria,
Stromenlo di terror.
Coronerà la gloria
Le prove del valor.
(la consegna ad Aliano il quale la dà al coro3 che
la riceve con entusiasmo e la bacia)
All. e Sorga ed ondeggi all'aere,
Cono Segnai di ferma fede;
Ne stringa amore intrepido
Del trono all'alto erede,
E d'ogni acciar al lampo
Fulminerà sul campo^
Vessillo di vittoria,
Stromento di terror.
Coronerà la gloria
Le prove del valor. (partono)
FINE DELL'ATTO PRIMO.
ATTO SECONDO
Appartamenti come nelV atto primo.
SGENA PRIMA.
La scena è vuota; odonsi dal di fuori suoni di cor-
namusaj ed il seguente canto de' Montanari.
Coro.
Per Carlo son pronti - i figli de' monti ;
Pianure e città - per Carlo son già.
La Scozia si desta; - un'ora funesta,
Sicario di re, - è giunta per te.
Cromvello, Cromvello, - qual torre o castello
Difenderti può? - Iddio ti dannò.
La Scozia fedele - non ha più querele,
Pugnando pel re - combatte per sè.
SCENA li.
Carlo entra mentre si canta Valtima strofa^ s'ap-
pressa al verone^ poi dice:
Grazie ti rendo, o ciel!... Pentita Scozia
Fida ritorna de' suoi regi al sangue...
Orrendo ludo a incominciar m'appresto .0.
Consenta Iddio che non mi sia funesto.
Padre, caduto vittima
D'infame tradimento,
Nell'ora del cimento
Scendi a pugnar con me.
Vedrà l'intera Scozia
A fronte del periglio,
Se di tal germe il figlio
Esser dovea suo re.
SGENA III.
11
detto ed Evano.
Car. Fido Evano, che rechi?
Ev. Le schiere
Corron liete alle vostre bandiere.
Car. Oh mia gioia!
Ev. Chiamato è ribello
Chi combatter non giura Cromvello...
Coro est. Viva Carlo !! ...
Ev. Ogni monte, ogni lido
Della Scozia ripete tal grido.
Coro est. Viva Carlo il legittimo re!!
Car. Alle pugne s'apprestan per me!!
Giungi alfine di vittoria, (con entusias.)
Ora santa, a chi t'aspetta;
Co' suoi voti il cor t'affretta
Batti, e Palma esulterà.
Pugneremo, della sorte
Più possente fia il valore,
Di Cromvello al vincitore
Tutta Scozia applaudirà.
Ev.eCoRo Di Cromvello il vincitore
esterna Sulla Scozia regnerà! (partono)
SCENA IV.
Sala terrena nel Castel di Lochiello; sonvi nel fondo
grandi arcate chiuse da finestroni; intorno alle pareti
stanno disposti archi^ moschetti^ trofei guerreschi^ ar-
nesi di pesca e caccia.
I principali Montanari del clan dei Cameron sono
ivi raccolti colle lor Donne. Servi del capo girano in-
torno, presentando loro la tazza dell'ospitalità.
Tutti Viva il re, - morte a Cromvello. (toccando)
Tomba a questo, - trono a quello
Della Scozia - dia il valor.
SGEA V.
detti, Carlo, Allano, Editta e Malvina.
Uom. Viva Aliano -
Don. E la sua stella! (ad Editta)
Uom. Allan saggio, -
Don. Editta bella !
Uom. A lui gloria, -
Don. Ad essa amor.
All. Amici un nuovo prode,
Che giurò pel suo re scendere in campo,
Nel giovine Ferlane a voi presento.
(indicando Carlo)
Car. Ah sì con voi dividerò ogni evento.
Coro Sia ben giunto - il giovinetto.
Avrà scudo - in ogni petto,
Sarà amato - da ogni cor.
(si offrono tazze, ad Aliano 3 a Carlo^ a Malvina,
quindi toccando cantano)
Viva il re, - morte a Cromvello
Tomba a questo, - trono a quello
Della Scozia - dia il valor.
(s'odono esterni suoni di allarme)
All. Ma quale suono è questo?
Coro D'allarme suono.
All. All'armi dunque.
Tutti All'armi,
SCENA vr.
detti ed E vano che entra precipitoso colla daga
sguainata.
Ev. Soldati di Cromvello
Entraro nel castello,
E il duce lor desia parlare a te. (ad Aliano)
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Ed. (spaventata al perìglio del re, s'avanza fra tutti
e dice lorOj indicando Ferlane:)
Difendete, o Scozzesi, il vostro re.
Tutti Carlo Stuardi!! (sorpresi)
All. Imprudente, che facesti!
(ad Editta)
Tutti (levandosi il berretto, circondano Carlo, e pon-
gono a terra il ginocchio)
Ah sire!!!
All. Or non è tempo, egli è Ferlane,
(facendoli alzare)
Tra voi lo confondete,
Ed esso in ogni evento difendete, (dice quindi
nna parolci all'orecchio di Evano, che esce.)
SGENA VII.
detti e Gionata seguito da due ufficiali.
All. Che vuoi tu?.., fra queste mura
Che ti guida?
Gso. Di Cromvello
Il comando.
All. Ed in Lochiello,
Di', chi puote comandar?
Tutti Solo Aliano. (fremendo)
Ed. (Oh qual sciagura!) (da sè)
Gio. Qui v'ha un profugo celato...
In potere a me sia dato.
Tutti Tu vaneggi,
do. Paventate.
Tutti Tu deliri.
Gio. Il consegnate,
0 qui tutto fo incendiar.
(Si saranno in questo tempo uditi al di fuori suoni
di cornamusa^ che avranno chiamato alV armi
il clan. Aliano se ne compiace.)
Ed
Tutti
All.
U
Tutti Incendiare -I Stolto!!
All. Attendi!
(prende un corno da caccia pendente da una pa-
rete, e suona; dal di fuori gli si risponde.)
(inteso il segnale, corre ad aprire il verone del
fondo, e mostra a Gionata tutto il clan dei
Cameron sotto Vanni, ed il drappello de suoi
seguaci in catene.)
Vedi pria di minacciar. (a Gionata)
Vedi tu?... nella mia mano
La tua sorte io tengo, altero;
Se il volessi, il mondo intero
Ti potrebbe ora salvar ?
Ma di Scozia è figlio Aliano,
Ei non sa che sia timore;
Più del braccio ha fermo il core
I tuoi pari a disprezzar.
(In quale rete ho tratto (da se)
Da stolto i passi miei,
Cotanta non credei
Audacia qui trovar.)
(Il cielo mi sorride! (da sè)
Divina provvidenza,
Proteggi l'innocenza
Di chi sa in te sperar!)
(Nume del ciel pietoso, (da sè)
Se pur non vegli invano
Dèi tu fugar l'insano.
II re dèi tu salvar.)
Va, mal conosci, o stolto, (a Gionata)
Degli Scozzesi il core;
Sdegno non già timore
Potesti qui destar.
Che risolvi? (a Gionota)
lo vo'il bandito.
S'obbedisca.
Gio.
Car.
Ed
Tutti
All.
Gio.
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Tutti Che favelli? (irati)
Gio. S'obbedisca, o quai ribelli.
Io voi tutti danno a morte.
Tutti Esci tosto... la tua sorte
Sol così potrai cangiar.
All. Co'tuoi parti, e sii grato alla sorte, (a Gio.)
S'anco illeso t'è dato partire.
Morte solo, nuH'altro che morte
Aspettare ti puoi da quest'ire.
Va... ti sprezzo. Pugnando sul campo.
Se avrai core, punirti saprò.
Gio. Parto, sì, ma più grande, più forte (ad Ali.)
Tremar tutti farovvi e pentire;
Parto, si, ma secura una morte
Fia mercede all'audaci vostr'ire;
Lo vedrete, felloni, se in campo
Io punire voi tutti saprò.
Ed. e Tosto parti, e sii grato alla sorte^, (a Gio.)
Donne S'anco illeso l'è dato partire;
Se più indugi, è secura tua morte. -
Prode Aliano, e voi tutti, quest'ire (ad All.)
Riserbate a più nobile campo.
La vittoria mancarvi non può.
Uomuxi Co'tuoi parti, e sii grato alla sorte, (a Gio.)
S'anco illeso t'è dato partire;
Morte solo, nuH'altro che morte
Premio degno saria del tuo ardire.
Ti sprezziamo, provvedi al tuo scampo
Finché Tira frenare si può.
Cau. (Quanta fede!.,, ringrazio la sorte; (da sè)
I miei fidi raddoppian l'ardire!
Per me forti disprezzati la morte;
Fia con essi glorioso il morire!
Regni in trono, o combatta sul campo,
Di lor degno mostrarmi saprò!)
(Gio. parte co' suoi; tutti circondano il Re.)
FINE DELL'ATTO SECONDO.
ATTO TERZO
Confine d'un bosco lungo la spiaggia del mare, spar-
so di peschereccie capanne. Il sole è al tramonto. Alcuni
vecchi pescatori sono intenti colle lor donne a stendere
e rattoppare le reti, altri giungono in barca, donde
asportano la fatta preda. Si vede in lontano un vascello
pronto a salpare.
SGENA PRIMA.
Coro di Pescatori e Donne.
I. ^iva, amici... (voci lontane)
II. Buon ritorno; (dalla spiaggia)
Dalla pesca riedon già!
I. Gessin l'opre, cade il giorno ,
(giungendo in varie barchette)
Presto il ciel s'abbuiera.
II. Buona preda?
I. Ricca assai. (sbarcando)
La fortuna ci giovò.
Tutti Viva il mar cantiamo ornai...
Le fatiche compensò.
Donne Bello è il mar, se tranquillo ridente
Manda Tonda la sponda a bacciar!
Uomini Bello è il mar, se turbato fremente
Vuol dell'ire la possa mostrar!
Donne Se tranquillo., v'insidiam la preda
Reti ed amo del buon pescator.
Uomini Se turbato^ sconvolto sci veda
Fuge il legno del buon pescator.
Tutti Buono è il mar quando spira la brezza
Della barca le vele a gonfiar.
Buono è il mare con chi non lo sprezza,
E sa, cauto, sue furie evitar.
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Esso è come una pnlria seconda,
Un podere pel buon pescator.
Se La terra al colono è feconda,
Lo ò pur Tonda pel buon pescator.
(i Pescatori entrano nelle capanne^ le Donne rac-
colgono le reti.)
SGENA li.
D O IST NE e G A R L O.
Car. Oli Talrte speranze!...
Di Vorcestra sui campi i fidi mìei
E sangue e vita hanno profuso indarno!
Senza la tè d'Aliano,
Frigion per me caduto.
Su questo capo penderla una scure...
Troncasse morte alfin tante sventure]
Vale,, adorata Scozia,
Campo di tanti affanni,
A te da' più verd'anni
Sempre il sospir volò.
Or t' abbandono misero.
Ma più felice un giorno
La gioia del ritorno
Con te dividerò.
SCENA 111.
df.tti ed Ecitta che giunge frettolosa.
Ed. Ver qui move nemico drappello.
Fuggi, fuggi ti salva, signore.
Cau. Sc/tu, Editta!...
Ed. Del fato il rigore.
Gar. Ei dovunque m'incalza, mi preme..*
Morte invoco...
15
Ed. Di Scozia alla speme
I tuoi giorni son sacri, o mio re.
Car. Ah tu m'ami.
Ed. Se t'amo!,., tei dica
Questo pianto che inondami il ciglio;
Per pietacle t'invola al periglio...
Car. Ch' io m' involi?
Ed. Altra speme non v'è.
Vi vi 5 e di questa misera
Non iscordar l'aniore,
Conforto al mio dolore
li tuo pensier sarà.
Car. Di tale istante l'estasi
Consola il mio dolore,
Se del tuo puro amore
Conforto il ciel mi dà.
Don. (Chi son color? che cercano? (tra loro)
Che mai li trasse qua?)
Coro (di Soldati dell'interno del bosco)
A Stuard asilo porgere
Non abbian monti o valli;
Scorriam del bosco i calli:
Sfugirci non potrà
Ed. Odi? gì' iniqui giungono! (spaventala)
SCENA IV.
detti ed i Pescatori^ cht escono dalle capanne.
Ed. Ah! se pietosi siete,
Agli empì suoi carnefici
Tal vittima togliete
Tutti Chi sei? chi è d'esso?... svelaci?...
Ed. Egli è Stuardo, il re.
Tutti Si Salvi... Kob, affrettati.., (ad un pese.)
Il nostro re è in periglio...
nrsE dell'atto tekzo.
ATTO QUARTO,
Sala terrena in una vecchia abbazia mezza rJi-
roccataj sonvi due porte laterali^ ed un segreto addito.
E* notte; tutta la luce viene da un fanale. La musica
esprime Vin furiare d'una procella.
SCENA PRIMA.
Montanari e Pescatori prigionieri poi Soldati
di Cromvcllo.
Montanari.
i
risulti e carcere
Penosa morte
L'iniqua sorte
A noi serbò.
Con tuoni e fulmini,
Piange natura
Sulla sventura
Che ne gravò.
Soldati.
Lo stuardo profugo
E in nostre mani
Cogli altri insani
Ei pur cadrà.
Avranno termine
Straggi e ruine
La Scozia alfine
Calma godrà.
SCENA H.
detti ed Allàko.
All. Prodi, che v' agita?
Mont. Il re è prigione.
Sol. E Gedeone
Or trionfò.
All. Sciagura orribile!
Mon. Tremendo fato!
Sol. Il cielo irato
Vi fulminò.
All. e »Ah di Scozia figliuoli non siete
Mont, »Se di Scozia il signor sconoscete !
»Questa guerra ciré guerra fraterna
»Un Dio giusto punire sapra.
»Si? T infamia per voi sarà eterna
» Senza fin nostra gloria sarà.
Sci. » Sciagurati, l'ardir deponete
«Della tomba sull'orlo, già siete;
» Vi colpiva già Tira superna
»E Cromvel suo ministro sarà.
» Questa guerra che dite fraterna
• Spenta alfine con voi si vedrà,,
SCENA Ili.
detti e Carlo condotto prigioniero da Gioinata.
All. Sire, a' tuoi piedi.
Car. Stringimi
0 mio fedele al seno.
Gio. (a*Mont.) Rientrate. E voi seguitemi. fa' suoi)
(donata e soldati partono dalla sinistra; i
Moni, doli® destra)
SCENA IV.
Carlo ed Allano.,
Car. Allan, ti vo' sereno m
All. Ah involontarie sgorgona
Le lagrime dal ciglio!
Car. Vedrai de' Stuardi il figlio
Degno del sangue lor.
All. Ma come qui vi trassero?
Gar. L'irato mare infido
Pareva il legno infrangere^
Toccai con pochi il lido ...
Cento su me scagliaronsi ...
Tentai fuggir ... fu vano ...
Ma se ritrovo Aliano
Iddio non m'odia ancor.
All. 0 re l'estremo palpito
Avrai di questo cor.
21
- SGENA V.
detti ed Editta, che sforzando il segreto addito^
perviene ad aprirlo e corre ai piedi di Carlo. Ex in co-»
stame di guerriero puritano.
All. e Gar. Ma chi giunge per calle celato?
Ed. Chi salvare il suo prence ha giurato.
Càr. .Sorgi, parla, ne svela chi sei
Ed. Sono Editta
All. Mia figlia!
Ed. Potei
Sotto vesti mentite seguirvi
E un sentiero alla fuga riaprirvi
Vi salvate ... per voi morirò ...
Car. E si giovin per me tu morrai!
No... rifugge il mio core!., no mai.,
All. Vivi, ah vivi a più tarda vendetta.
Ed. m L'ombra inulta del padre l'aspetta
Car. Di mio padre!... Ah per ess,o vivrò.
Dio, per quest'angelo All. e Nume tu serbato
Se m' hai parlato, Ed. Di Scozia al fato %
Rivendicato Rivendicato
Potrò tornar. Possa tornar.
Forza tu donami Forza tu donagli
Tu mi sii guida Tu gli sii guida
La parricida La parricida
Orda a evitar. Orda a evitar.
(s'ode improvviso ridar di lontani tamburi)
Ed. Odi
Car. Gl'iniqui giungono
All. Rammenta a chi se' figlio.
Ed. Fuggi, o signore, (altro rulo più vicino)
All. Apprezzano
Ed. Involati al periglio
Gaw, Ma voi ?
All. e Ed. Sapremo intrepidi
La morte disfidar.
Car. Ah nel dirvi estremo addio
Più che il ciglio piange il core,
A tal fede, a tanto amore
Terra e cielo plaudirà.
Dolce Editto, Aliano mio,
Un'amplesso, un'altro ancora...
Ah l'affanno di quest'ora
Giusto Iddio compenserà.
Ed. e Ah nel dirvi estremo addio
All. Più che il ciglio piange il core.
Vi salvate e il nostro amore
Compensato appien sarà.
Deh fuggite, il vuole Iddio
Che dal eiel segnato ha un' ora,
In cui Scozia lieta ancora
Al suo prence obbedirà.
(Carlo coperto del mantello di Editta entra nei
segreto addito che mette ad un sotterraneo che
subito è chiuso da Editta.)
SCENA VI.
Gionata, Soldati puritani e detti.
Ed. e All. Ora fatale!
Gio. È giunta, mi seguite.
a 2. Dove ?
Gio. Al supplizio. •
a 2. No, al trionfo;
(Ed. si scopre)
Gio. lire?
a 2. Dei perfidi lo tolse un Dio alla spada.
Gio. Ebben, morrete voi.
a 2; Morir!... si vada.
(escono tra soldati,)
SGENA VII.
Chiostro aperto (Idia suddetta abbazia. Fuori delle
arcate vedesi la campagna. Mia destra dello spettatore
è una porta che mette alla precedente sala; alla sinistra
l'ingrasso d'un tempio. - Zi* l'alba.
Cono di Puritani nclU interno del tempio.
I, Gedeone guerricr del Signore
La sua spada tremenda impugnò;
II. Del leone di Giuda il valore
Di Filiste la turba fugò.
Tutti Di Gromvello i nemici cadranno,
Come foglie che il gelo colpì.
Pietà indarno, mercè chiederanno,
Ora sorge l'estremo lor dì.
(Jllano frattanto attraversa il chiostro trascinato
co' suoi compagni alla morte.)
SCENA VIil.
Editta fra i soldati puritani è condotta allo stesso
destino, ma, giunta in mezzo alla scena, vieti trattenuta.
Ed. Sia lode a te, gran Dio, salvato ho il re!
Che cale a me, se spenta
Anzi tempo cadrà questa mia vita?
Meco morrà pur anche il padre mio;
Libere alfin nostr' alme.
Eterne nel Signore,
Di Carlo s'uniranno al genitore, (s'ingin.)
0 d'un re martire, - alma beata,
Queste ad accogliere > scendi placata,
Al trono guidale - del Re dei re.
2A
Da questo libere - lerrenno frde,
Al puro ascendano - gaudio immortale,
L'eterno godano - premio con te.
(S'ode ari confuso romorc, dapprima lontano^
ed un picchiar d' armi^ che poi s'avvicina
misto a confuse grida.)
Coro Morte agli empi!... all'armi!... morte!...
Viva Aliano !... viva il forte! ..
Ed. Quali grida!... il genitore!...
Coro Viva Aliano!...
Ed. Che mai fìa! (corre ad ossero.)
Padre_, padre!
SCENA ULTIMA.
detta, Allago ed Evano, seguili da Montanari^
Donne, e Pescatori armati di ronche .falci e 'fiocine, che
fugano le guardie di Ediila. Il sole frattanto è sorto.
All. Figlia mia! (abbracciandola)
Questi prodi m'han salvato.
Sentì il ciel di noi pietà
Coro Or del re seguite il fato.
Finché il ciel si placherà,
Ed. Ah del core il voto ardente
Innalziamo al Dio supremo;
Egli è grande, egli è clemente,
Non invan pregato avremo.
Alla Scozia, a' figli suoi
Renda il padre, renda il re.
Tutti Alla Scozia, tu che il puoi,
Rendi, o nume, il padre, il re.
(Tutti si affrettano a favorire la fuga dei Cameron.)
FINE.